Guardiola verso l’Italia? Malagò: ‘Sarebbe qualcosa di importante’

Pep Guardiola

Pep Guardiola CT dell’Italia? Il nome del tecnico catalano, fresco di addio al Manchester City dopo un decennio da leggenda, è tornato prepotentemente in auge come candidato per la panchina azzurra. Giovanni Malagò, presidente FIGC, non ha nascosto l’interesse: «Nessuno può negare che avere Guardiola come commissario tecnico sarebbe qualcosa di molto importante».

Secondo fonti attendibili riportate da Transfermarkt e Sky Italia, Guardiola figura tra le opzioni prioritarie per un “reset rivoluzionario” della Nazionale, voluta dal nuovo corso guidato da Malagò e dal direttore tecnico Paolo Maldini. Dopo la mancata qualificazione al Mondiale, l’Italia cerca un cambio di paradigma. E il genio del possesso palla potrebbe essere la scelta shock.

Guardiola ha concluso la sua esperienza al City a giugno 2026, lasciando un’eredità straordinaria: 20 trofei major in 10 anni, tra cui sei Premier League, un Champions League e un treble. Un’era dorata culminata con celebrazioni, statua e stand a lui intitolato all’Etihad. Enzo Maresca ha preso il testimone, ma Pep, 55 anni, non sembra pronto per la pensione.

I legami con l’Italia non mancano. Da giocatore, Guardiola vestì le maglie di Brescia e Roma tra 2001 e 2003, vivendo da vicino il calcio nostrano. «L’Italia è come una seconda casa», ha detto in passato. Ora, con Maldini al timone sportivo – figura iconica del Milan e del calcio italiano – il progetto di una Nazionale moderna, basata su possesso, pressing alto e tattica evoluta, prende forma.

Malagò, eletto di recente alla presidenza FIGC dopo l’esperienza al CONI, ha ambizioni alte. Fonti vicine all’ambiente parlano di un “sogno” condiviso con Maldini e advisor come Leonardo: portare un allenatore di livello mondiale per rigenerare un gruppo in crisi d’identità e ricambio generazionale. «Pep è visto come l’opzione più trasformativa», sottolineano le indiscrezioni.

Tuttavia, non mancano gli ostacoli. Il contratto da ambassador City Football Group, lo stipendio elevato (intorno ai 20-25 milioni annui al City) e lo stile ultra-possesso di Pep, che richiederebbe giocatori tecnici e fisicamente pronti, non sempre presenti nell’attuale rosa azzurra. Tradizionalisti temono un divorzio dalla scuola italiana di catenaccio e pragmatismo. Nomi come Massimiliano Allegri o Antonio Conte restano in ballottaggio per un approccio più “classico”.

Sul fronte social e tra i tifosi, il dibattito infiamma. Molti esultano all’idea di un CT capace di insegnare “calcio totale”, altri dubitano della compatibilità con una Nazionale spesso chiamata a soffrire. Esperti come quelli di Gazzetta dello Sport sottolineano come il fallimento recente ai Mondiali abbia aperto gli occhi: serve innovazione, non continuità.

La carriera di un vincente

Josep Guardiola Sala, nato a Santpedor nel 1971, ha rivoluzionato il calcio da Barcellona (treble 2009, 14 trofei in 4 anni) a Bayern Monaco fino al City. Record di vittorie consecutive, filosofia Cruyff-inspired, attenzione maniacale ai dettagli. In Italia ha giocato poco ma lasciato il segno: esperienze formative che ora potrebbero tornare utili.

Il piano FIGC

Con Malagò al vertice e Maldini in chiave tecnica, l’obiettivo è chiaro: ricostruire dalle fondamenta, investire sui giovani, modernizzare metodi. Guardiola rappresenterebbe il colpo da maestro, capace di attrarre talenti e alzare lo standard. Un’intesa con Maldini, ex rivale sul campo, potrebbe essere magica.

Reazioni positive arrivano da ex giocatori e opinionisti. «Pep cambierebbe tutto», twittano molti. Il presidente Malagò mantiene prudenza: compatibilità da verificare, ma l’interesse è reale.

Cosa riserva il futuro?

Guardiola ha tempo per decidere. Un sabbatico è possibile, ma la sfida Italia – riportare gli Azzurri ai vertici mondiali in vista di Euro 2028 o Mondiali 2030 – potrebbe sedurlo. Intanto, il calcio italiano sogna in grande.

Un’eventuale nomina segnerebbe una svolta storica: primo CT straniero di alto profilo in era moderna. Un rischio calcolato per un Paese che ha bisogno di rinascere. Pep Guardiola in azzurro non è più solo un’ipotesi remota: è un’opportunità concreta per scrivere un nuovo capitolo.

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