Scordatevi i voli aggrappati alla carlinga di un aereo militare o i lanci nel vuoto in sella a una motocicletta. Il Tom Cruise che si presenta nel primo, attesissimo trailer ufficiale di Digger è qualcosa di completamente diverso, disturbante e, a tratti, irresistibilmente comico. Warner Bros. Italia ha rilasciato le prime sequenze doppiate della nuova pellicola diretta dal due volte premio Oscar Alejandro González Iñárritu (Birdman, The Revenant), svelando non solo la fisionomia grottesca del protagonista, ma anche i binari di quella che viene già descritta come una “commedia di proporzioni catastrofiche”.
Il film arriverà nelle sale italiane il prossimo 1° ottobre 2026, puntando dritto alla stagione dei premi autunnali dopo un chiacchierato e probabile passaggio alla Mostra del Cinema di Venezia.
La sinossi: l’uomo più potente del mondo contro i propri errori
Al centro di Digger c’è la figura di Digger Rockwell (Tom Cruise), un ricchissimo, eccentrico e arrogante magnate del settore petrolifero texano. Rockwell vive una vita dorata e bizzarra – nel trailer lo vediamo trascorrere il tempo a viziare e fare il bagno al suo gatto – finché non riceve una telefonata d’emergenza da una scienziata in Groenlandia (interpretata da Sandra Hüller).
Una delle sue piattaforme di trivellazione ha accidentalmente causato una spaventosa e apparentemente inarrestabile crepa in un ghiacciaio artico, minacciando di innescare una catastrofe ecologica e geopolitica senza precedenti su scala globale.
“La storia deve ancora essere raccontata”
Davanti al rischio del collasso planetario, il Presidente degli Stati Uniti in persona (un John Goodman visibilmente provato ed esaurito) convoca Rockwell imponendogli un ultimatum: deve essere lui stesso, l’artefice del disastro, a sporcarsi le mani e trovare un modo per rimediare al danno prima che l’opinione pubblica mondiale scopra la verità. Rockwell si lancia così in una paranoica, delirante e frenetica campagna mediatica e pratica per farsi proclamare “salvatore dell’umanità”, nel disperato tentativo di nascondere il fatto che la fine del mondo è interamente colpa sua.
Una trasformazione fisica totale
Ciò che ha immediatamente catalizzato l’attenzione del web e degli analisti del settore è l’incredibile metamorfosi a cui si è sottoposto Tom Cruise per il ruolo. L’attore, da sempre icona di eterna giovinezza e prestanza fisica, appare qui appesantito da una vistosa pancia prostetica, con capelli grigi diradati e un riporto improbabile, il volto segnato dalle rughe e un marcato accento del Sud degli Stati Uniti.
Si tratta di un vero e proprio “ritorno al trasformismo” che rievoca, con toni ancora più drammatici e grotteschi, la celebre e apprezzatissima performance di Les Grossman in Tropic Thunder. Lo stesso Iñárritu, presentando le prime clip in anteprima agli esercenti durante lo scorso CinemaCon di Las Vegas, ha definito l’interpretazione di Cruise “totalmente impavida e spiazzante”.
Un budget da 125 milioni e un team da Oscar
Dietro le quinte, Digger si presenta come una produzione imponente da circa 125 milioni di dollari finanziata da Warner Bros. e Legendary Pictures. Nonostante si tratti di una commedia satirica dai toni cupi, il respiro visivo è colossale: il film è stato girato interamente nel Regno Unito utilizzando pellicola 35mm e il rarissimo formato ad altissima risoluzione VistaVision.
A curare la straordinaria estetica visiva del film c’è ancora una volta il pluripremiato direttore della fotografia Emmanuel “Chivo” Lubezki (Gravity, The Revenant, Birdman). Il montaggio è invece affidato al premio Oscar Stephen Mirrione, mentre le sofisticate protesi facciali che rendono Cruise irriconoscibile portano la firma del maestro del trucco Kazu Hiro (L’ora più buia).
A fare da perfetto e ironico tappeto musicale alle immagini del trailer è una versione orchestrale e incalzante di Burning Down the House dei Talking Heads, un chiaro rimando al pianeta che “brucia” (o si scioglie) a causa dell’avidità del protagonista.
Il cast di supporto
Oltre a Tom Cruise e al già citato John Goodman, la pellicola vanta un cast artistico di primissimo livello che sottolinea le grandi ambizioni della produzione in vista della notte degli Oscar:
- Sandra Hüller (candidata all’Oscar per Anatomia di una caduta e co-protagonista in La zona d’interesse) nei panni della scienziata Sandy Clarkson;
- Jesse Plemons (fresco di successi internazionali e di una candidatura all’Academy Award), il quale ha descritto la sceneggiatura del film come “una sorta di Dottor Stranamore dei giorni nostri”;
- Riz Ahmed (premio Oscar per il cortometraggio The Long Goodbye e acclamato in Sound of Metal);
- Michael Stuhlbarg, Emma D’Arcy (star di House of the Dragon) e Sophie Wilde.
Il grande azzardo artistico di Tom Cruise
Per Tom Cruise, Digger rappresenta un momento di rottura fondamentale all’interno della sua filmografia recente. Dal 2017 (anno del flop di La Mummia), l’attore si è dedicato quasi esclusivamente alla prosecuzione e alla salvaguardia di franchise collaudati e di enorme successo commerciale.
Scegliere di mettersi nelle mani di un regista esigente, filosofico e visivamente totalizzante come Alejandro González Iñárritu per interpretare un miliardario detestabile, imbolsito e ridicolo è una scommessa assoluta. Se l’operazione dovesse riscuotere il successo sperato, potrebbe regalare a Cruise quella tanto inseguita e mai ottenuta statuetta dell’Academy come Miglior Attore Protagonista, coronando una carriera costellata di successi commerciali ma ancora priva del massimo riconoscimento artistico individuale.
Il pubblico italiano non dovrà attendere molto per giudicare questo folle esperimento: l’appuntamento al cinema con Digger è fissato per il 1° ottobre 2026.

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